La sindrome fibromialgica è una forma  di dolore muscolo-scheletrico diffuso e di affaticamento (astenia) che colpisce approssimativamente 1.5 – 2 milioni di Italiani.
Il termine fibromialgia significa dolore nei muscoli e nelle strutture connettivali fibrose (i legamenti e i tendini). La fibromialgia interessa maggiormente le donne rispetto che gli uomini con un rapporto 3:1.

Ma cos’è che caratterizza la fibromialgia?

Secondo “l’American College Of Rheumatology”, la sindrome fibromialgica è un problema di salute caratterizzato da dolore diffuso e punti dolorabili alla palpazione. I pazienti   provano affaticamento persistente, disturbi cognitivi o della memoria, disturbi dell’umore, rigidità articolare e spesso disturbi del sonno. La sindrome fibromialgica sembra iniziare prevalentemente in età adulta, ma può esserci un esordio in adolescenza.

Le cause che inducono la fibromialgia non sono ancora state completamente definite, ma è molto probabile che il disturbo abbia una genesi multifattoriale. In quasi tutti i casi, può essere individuato comunque un evento scatenante correlato all’esordio della fibromialgia: un trauma fisico o psichico, una malattia ad eziologia virale.

Come possiamo migliorare i sintomi della fibromialgia a tavola? Che miglioramento possiamo avere cambiando il nostro stile di vita?

Il primo step è la perdita di peso, quindi dobbiamo cambiare il nostro stile di vita, modificando le nostre abitudini alimentari e includere  l’attività fisica nella nostra vita. Come fare?

La dieta in fibromialgia, in base ai più recenti studi scientifici, punta alla:

  • riduzione degli zuccheri semplici quindi il saccarosio, cioè lo zucchero da tavola che utilizziamo per dolcificare; prediligere pasti a basso carico glicemico
  • eliminazione di alimenti già pronti ricchi di Sale, glutammato e aspartato
  • eliminazione delle Solanacee (pomodori, patate, peperoni, melanzane)
  • drastica riduzione della carne rossa
  • eliminazione di caffè, tè e superalcolici

Non dobbiamo spaventarci, perché possiamo mangiare tutti quegli alimenti che fanno parte della famiglia dei legumi come ceci, fagioli, lenticchie che sono ricchissime di ferro calcio vitamine del gruppo B; Il via libera alle verdure soprattutto a foglia larga per il loro contenuto in acido folico, sali minerali e vitamine del gruppo B; consumare cibi vegetali colorati ( mirtilli, frutti di bosco, crauto rosso, biete rosse, barbabietola) aiuta ad assumere molte sostanze antiossidanti come del resto anche  la famiglia delle crucifere, deve essere consumata in larga quantità perché contiene flavonoidi che riducono lo stress ossidativo. Prediligere carni bianche come pollo,coniglio; utilizzare cereali a chicco integrali. Preferire il biologico perché è molto importante andare a ridurre l’assunzione di sostanze dannose utilizzate nelle coltivazioni  tradizionali.

Cosa otteniamo con questa alimentazione?

Il primo effetto è quello di diminuire l’infiammazione, perché eliminiamo dalla dieta tutti gli alimenti che ci provocano focolai infiammatori subclinici e bilanciamo il rapporto tra omega 3 e omega 6, in modo da avere una diminuita produzione di prostaglandine infiammatorie.

Il secondo effetto è quello di  diminuire il dolore cronico e la morte dei neuroni, eliminando le eccitotossine come glutammato, aspartato che si trovano in: dadi da brodo, prodotti confezionati, salumi, formaggi, prodotti derivanti dalla soia, edulcoranti contenenti aspartame ecc.

Il terzo effetto è quello di aumentare la serotonina, cioè l’ormone del buonumore, aumentando l’introduzione di triptofano;  quindi la nostra alimentazione dovrà essere ricca di farro, fagioli, asparagi, mandorle secche, uova, cioccolato fondente ecc. e povera di fruttosio che non permette l’assorbimento del triptofano. Questo ci permetterà di migliorare il buonumore e ridurre i sintomi depressivi.

In conclusione cambiando il nostro stile di vita possiamo ridurre, dolore cronico, l’infiammazione  aumentare il buonumore e collaboriamo ad aumentare l’efficacia della terapia medica.